Prologue

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"Nemo me impune lacessit" E.A.Poe, The Cask of Amontillado

Benvenuti nella tana del Lupo: la Wolfschanze. Un luogo perso nella memoria stessa del tempo. Non abbiate timore. Esso non vorrà convincervi di nulla né nulla mostrarvi più di quanto già non conosciate. Solo, fornire a tutti i viandanti nuove lenti per osservare ciò che circonda ognuno di noi. Sia esso spaventoso, osceno, ironico o divertente, il Lupo non è che un Narratore. Storie di paura, orrori e sciocchezze. Metafore dei nostri patemi quotidiani.. O forse no...? Come che sia, entrate, giovani prede...il Lupo è qui ad attendere ciascuno di voi.

Lone Wolf

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Ladies & Gentleman's: Your Soundtrack

martedì 4 settembre 2007

Legione (Parte III)

Città del Vaticano. 11:39 PM

Il vecchio sacerdote vide il giovane abate allontanarsi rapidamente da sua Eminenza e comprese che gli restava poco tempo per fare quel che doveva.
Quasi senza pensare, prese a correre verso la sua cella, ove tutto era già stato approntato per il rituale. Giuntovi, si accorse che il cerchio non era perfettamente integro e vi aggiunse ancora un po' di sangue animale da una ciotola che aveva riposto sull'unica mensola della stanza.
Un profondo senso di inquietudine lo attanagliava mentre cominciava a salmodiare parole che l'uomo non udiva da almeno 1500 anni. Lo aveva già provato altre volte. E del resto quella che stava per vivere non era certo un'esperienza piacevole. O priva di rischi.
Ma quella sera era diverso.
Pur non sapendo come, sentiva che la situazione gli stava sfuggendo di mano.
Ma non importava.
Un'ultima volta.
E il suo debito sarebbe stato pagato.
Un'ultima volta.
E sarebbe stato libero.
Non desiderava altro.
E del resto,
Non avrebbe potuto comunicare diversamente
Con Colui che stava evocando.

Una nebbia vellutata cominciava a formarglisi intorno...
Bene..
Era segno che il rituale stava funzionando correttamente.

Poi, come in passato, una figura sfocata cominciò a prendere forma a pochi passi da lui.
Appena fuori dal cerchio.
Probabilmente la sua unica protezione.
Non se ne distingueva il volto.
Solo la corporatura.
Snella e slanciata.

E la voce...
Una voce che non esisteva.
Che entrava nella sua mente come un serpente in un tronco.
La voce.
Quella era di tuono.
Non sarebbe mai riuscito ad abituarsi.
In sè,
Per quanto l'esoterismo lo circondasse,
Non poteva dirsi una visione orrorifica.

Ma qualcosa annichiliva il suo spirito ogni volta.
Nel timore di spazientirlo,
Quasi senza pensare, cominciò:
"Mio Signore, i Vostri timori erano fondati.. la Santa Sede conosce la sorte dei Reietti...
Ma anche come non siano stati annientati del tutto
".

Un silenzio breve e terrificante aleggiò nella testa del vecchio Prete.
"Solo uno, mio Re. In una città del Nord" ansimò, nel rispondere a quanto richiestogli.
"Sì, mio Signore, ne conosco anche il nome! ....."
La nebbia ebbe un'improvvisa increspatura,
Come travolta da un'onda di marea.
Il rinnegato non avrebbe mai terminato la frase fatale,
Una mano lo aveva trapassato, da parte a parte, come un fil di spada,
Abbassando lo sguardo, in essa, riuscì a vedere il suo cuore ancora pulsante.
Copiosi fiotti di sangue zampillavano dalla sua bocca mentre, coll'ultimo alito di vita, distinse già le Porte Infernali che si aprivano per lui.
Il peggio, dunque, doveva ancora venire.
Ma la voce,
Ancora nella sua testa.
Rideva della sua idiozia.
Cadde così, il Prete traditore.
Lasciando solo un corpo vuoto,
Tra il suo assassino e Colui che aveva evocato.

Oh, L'Anziano sapeva assai bene chi si trovasse di fronte,
Ma anche che l'Aura che aveva consentito quel contatto,
Si era interrotta colla morte del Prete.
E che Egli non sarebbe potuto restare su questo Piano un minuto di più.

Neppure questa consapevolezza, però, riuscì ad estinguere il senso di angoscia che la risata roboante della Creatura riuscì ad insinuare in lui.
Finì tutto in un attimo.
E mentre la nebbia svaniva,
Egli seppe di non aver mantenuto fede a ciò che aveva giurato secoli prima.
L'informazione era trapelata.
O almeno di quel tanto che sarebbe bastato.
Essi ormai sapevano.
Certo, anche lui, adesso.
Sapeva, ad esempio, che il Consiglio sarebbe stato l'ultimo dei suoi problemi.
Sapeva che essi non erano che burattini.
Corrotti.
E ormai certamente Dannati.
Ma sapeva anche,
Che il loro Nemico era infinitamente più potente.
E che ogni speranza risiedeva pur sempre nel Giovane che aveva inviato.
Sapeva che
questi sarebbe stato solo.
A questa riflessione, anche se per un istante,
L'Anziano Vampyr non riuscì a trattenere un tremito..
Doveva trovare un modo per avvertirlo.
Proteggere lui.
E quel che più contava.
La sua missione.
Forse, esisteva una possibilità.
Per quanto folle potesse apparire.
Ma ancora una volta,
Occorreva muoversi rapidamente.
Prima di uscire dalla cella,
Si soffermò a guardare il misero corpo di colui che era stato un servo
fedele di Cristo.
Certo la sua anima era già sprofondata nell'agonia eterna dei traditori.
Ma nel fosco degli ultimi strati di nebbia che si diradavano,
Comprese che le Porte,
dietro di lei,

Non si erano più richiuse.




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Ciò che il Lupo adora da sempre...(esperimento)

lunedì 3 settembre 2007

Solo un breve ricordo..

Lo ricordate?
Costui è il Marchese Onofrio Del Grillo, protagonista di uno dei film più divertenti che la storia del nostro cinema abbia mai potuto descrivere.
Molti ricorderanno la sua più celebre battuta "Perchè io sò io...e voi nun sete 'n cazzo!!" rivolta ai paesani che lo attorniavano. In più di un'occasione l'ho fatta mia. Ed a seconda del contesto di utilizzo - come ovvio - gli esiti potevano esser piacevoli o devastanti (ad una cena sociale ammetto non fosse il massimo)... Sempre e comunque, almeno per me, davvero esilaranti!!
Ma la scena che ho sempre adorato di più era quella del povero carbonaro, sosia del marchese e completamente ubriaco, condotto a forza sul patibolo per ordine del Pontefice, il quale voleva dar una bella lezione al nobile burlone, "tajandoje la capoccia".
Geniale, secondo me, la figura del frate che accompagna il condannato salmondiando insieme a lui un irresistibile "Ora pro nobis" cui segue pedissequo un "E' l'ora!!"(dell'esecuzione, ovviamente). Ed il carbonaro "E' l'ora, shi... l'ora de mannàffanculo 'sto frate".... :D

Non so perchè ho scritto questo post. In fondo io non sono tra coloro che hanno veramente "vissuto" Albertone. Ma di suoi film ne ho visti molti. E ce ne fosse stato uno che non mi sia piaciuto.
Forse adoravo il suo modo di fare comicità.
Forse adoravo la sua faccia di bronzo.
Forse, in fondo, lo adoravo perchè mi sarebbe piaciuto esser proprio come lui.


E sapere che non potrò più vedere un film con lui protagonista,
che non racconterà più nuove storie,
che ci si dovrà accontentare di imparare a memoria quelle vecchie
(che sono la vera Storia del nostro Paese)
un po' mi amareggia... e mi fa sentire strano.


Per dare il mio piccolo contributo al suo ricordo, avrei potuto inserire il video del sonetto che Proietti gli dedicò il giorno del suo funerale... è davvero bellissimo e struggente.. e vi consiglio davvero di sentirlo, anche se non eravate amanti di questo attore formidabile.

Ma non voglio mostrare un video dove non lo si possa vedere. Preferisco ricordarlo così.
Almeno in attesa della prossima cena sociale....




wolf.jpg Lone Wolf




sabato 1 settembre 2007

Legione (Parte II)

Città del Vaticano, 11:12 PM

I due prelati passeggiavano nel Chiostro interno, l’uno affianco all’altro.

Il Giovane si scopriva scrutare l’Anziano con una sorta di morbosa curiosità. Non aveva mai conosciuto un Principe prima di allora e non riusciva a farne a meno. Sperò che il suo interlocutore non se avvedesse.

La voce era profonda ed intensa. Melliflua, ma dal tono autoritario.

Il tono di chi conosce la potenza delle sue parole.

Il Santo Padre è adirato”, disse.

Comprendo, Eminenza” fu la risposta del Giovane “ma il Consiglio non ha ritenuto di avere scelta in proposito”.

Le sopracciglia dell’Anziano si fecero ancora più arcuate “Il Consiglio? E da quando il Consiglio ritiene di poter avere l’ultima parola su scelte come questa? Si rende conto di che rischio ha corso l’intera Comunità?”, disse.

Ne sono consapevole” fu tutto quel che il Giovane riuscì a rispondere.

Il silenzio tornò per un attimo a regnare nel Chiostro.

L’ira dell’Anziano doveva esser immensa - si avvide il Giovane - e solo la sua cortesia diplomatica doveva averle sinora impedito di eruttare come un vulcano. Non tollerava che il Santo Padre - e tanto meno Lui - fossero stati scavalcati.

Occorre intervenire immediatamente e porre rimedio alla vanità di quegli sciocchi” disse infine l’Anziano.

Il Giovane non comprese.

La Notte di Sangue aveva già avuto luogo.

I Reietti erano stati massacrati tutti.

Persino la loro Strega non era riuscita a fuggire per più di qualche notte.

La furia del Consiglio era stata metodica.

Ed inarrestabile.

Mi perdoni, Eminenza, ma non riesco proprio ad immaginare come..

Dobbiamo preservare quel Sangue Maledetto. Esso potrebbe esserci molto utile a breve, nel fronteggiare quello che verrà” rispose l’Anziano.

Il Giovane continuava a non capire.

Quando l’Anziano si accorse dell’espressione incredula del suo interlocutore, prevenendo ognuna delle cento domande che di certo gli affollavano la mente, disse “Ce n’è ancora uno”.

Un altro Mezzosangue?

Un Reietto era sfuggito al massacro?

Non era possibile!

Ma il Consiglio aveva mappato la genia di ognuno di loro prima di agire. Loro sapevano per certo che si trovavano tutti nel Tempio quella notte…” esclamò con foga “... Eminenza” concluse.

Fu la Strega a generarlo. Forse aveva percepito qualcosa del loro infausto destino. O forse voleva semplicemente tenere segreta la propria Progenie a coloro di cui non si fidava… Quel che conta è che se riuscì nel proprio intento con il Consiglio, non vi riuscì con me” rispose l’Anziano, irrigidendosi un poco per la veemenza del Giovane.

Ma, dunque, cosa volete che io faccia, Eminenza? Come posso servirvi?” disse lui.

L’Anziano lo osservò per un istante.

Il suo sguardo era penetrante come mille aghi di pino.

Il Giovane percepì della diffidenza.

L’Anziano, del terrore.

Occorre far presto. Alle mie informazioni ha accesso anche la Santa Sede… Potrebbero accorgersi di quanto è accaduto ed inviare i loro Cacciatori. E neppure escludo che alcuni dei miei collaboratori siano in contatto con il Consiglio. Ma di questo mi occuperò presto. Molto presto” e continuando “Tu partirai questa notte stessa per il Nord. Troverai il sopravvissuto e lo condurrai al mio cospetto. Tutte le informazioni di cui potrai necessitare si trovano in un dossier che ho fatto lasciare nella tua cella. Ora và”.

Il Giovane si inchinò rispettoso e senza proferir altra parola si allontanò rapidamente verso i suoi alloggi.

Rimasto solo, l’Anziano prese ad osservare la volta stellata.

Era nervoso.

Per la prima volta dall’inizio della sua esistenza, lo era davvero.

Bisognava muoversi rapidamente.

L’ombra della Tempesta era imminente e minacciosa.

Quei pazzi non sapevano cosa avessero contribuito a creare.

Dopo più di seicento anni,

ancora una volta,

pregò.






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