Prologue

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"Nemo me impune lacessit" E.A.Poe, The Cask of Amontillado

Benvenuti nella tana del Lupo: la Wolfschanze. Un luogo perso nella memoria stessa del tempo. Non abbiate timore. Esso non vorrà convincervi di nulla né nulla mostrarvi più di quanto già non conosciate. Solo, fornire a tutti i viandanti nuove lenti per osservare ciò che circonda ognuno di noi. Sia esso spaventoso, osceno, ironico o divertente, il Lupo non è che un Narratore. Storie di paura, orrori e sciocchezze. Metafore dei nostri patemi quotidiani.. O forse no...? Come che sia, entrate, giovani prede...il Lupo è qui ad attendere ciascuno di voi.

Lone Wolf

Lettori fissi

Ladies & Gentleman's: Your Soundtrack

mercoledì 24 dicembre 2008

Noël






Ed eccoci di nuovo qui.

Un altro Natale.

Altri doni.

Famiglia.

Amici.

Abbracci.

E' cambiato qualcosa dal precedente?

Beh... il Paese ha un nuovo governo.

Una nuova crisi.

Una nuova Miss Italia.

Un nuovo avvocato.

Nulla di rilevante, mi pare.

Salvo l'ultima, ovviamente.

Ogni tanto lo faccio di venire fin sotto quest'albero ad osservarne le luci.

Non è che mi aspetti qualcosa di particolare.

Ma non si sa mai...

In fondo, è sempre Natale, no?

Spero possiate avere le migliori Feste possibili, giovani prede...

Come dico sempre:

Ovunque, comunque e soprattutto con chiunque le vogliate trascorrere.

Ma se così non fosse..

Venite pure a trovare il Lupo.

Un bicchiere pieno per voi,

Lo troverete sempre.





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"The world of Men will fall"

giovedì 13 novembre 2008

Joker


E se un uomo si accorge di essere il buffone di sè stesso?
Irridente.
Selvaggio.
Cinico.
Malvagio a tratti.
Proteso a cercare di imitare un proprio io.
Dei tanti che possiede.
Peggio.
Un'immagine che ha creato di sè.
Ancora diversa da quella per tutti gli altri.
Ma altrettanto falsa.
Come fai a bluffare con te stesso?
E' uno specchio d'acqua senza riflesso.
Un demone innamorato della stessa anima che ha dannato.
Vaga senza un motivo che non sia lui.
Il mondo lo attraversa come la luce in un prisma.
Colorandone la pelle mentre impallidisce la sua.
Solo il buffone.
Progetta un futuro,
Che non gli interessa.
Se non per il numero di persone,
Che dovrà spianare per raggiungerlo.
E' davvero una sensazione incredibile quando ti osservi,
E scopri che non ti saresti mai voluto conoscere.
"Some people just want to watch the world burn..."
Non so come la vediate voi...



Ma a me 'sta cosa piace un sacco.



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"The world of Men will fall"

venerdì 31 ottobre 2008

Truth



"Tutta quella città... non si riusciva a vederne la fine...
La fine, per cortesia, si potrebbe vedere la fine?
Era tutto molto bello, su quella scaletta... e io ero grande con quel bel cappotto, facevo il mio figurone, e non avevo dubbi che sarei sceso, non c'era problema.
Non è quello che vidi che mi fermò, Max
È quello che non vidi.
Puoi capirlo? Quello che non vidi... In tutta quella sterminata città c'era tutto tranne la fine.
C'era tutto.
Ma non c'era una fine. Quello che non vidi è dove finiva tutto quello. La fine del mondo.
Tu pensa a un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu lo sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quegli 88 tasti la musica che puoi fare è infinita.
Questo a me piace. In questo posso vivere.
Ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai, e questa è la verità, che non finiscono mai... Quella tastiera è infinita.
Ma se quella tastiera è infinita allora su quella tastiera non c'è musica che puoi suonare. Ti sei seduto sul seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio.
Cristo, ma le vedevi le strade?
Anche soltanto le strade, ce n'erano a migliaia! Ma dimmelo, come fate voi laggiù a sceglierne una.
A scegliere una donna.
Una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire.
Tutto quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce, e quanto ce n'è.
Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell'enormità, solo a pensarla? A viverla...
Io ci sono nato su questa nave. E vedi, anche qui il mondo passava, ma non più di duemila persone per volta. E di desideri ce n'erano, ma non più di quelli che ci potevano stare su una nave, tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità su una tastiera che non era infinita.
Io ho imparato a vivere in questo modo.
La terra... è una nave troppo grande per me. È una donna troppo bella. È un viaggio troppo lungo. È un profumo troppo forte. È una musica che non so suonare.
Non scenderò dalla nave.
Al massimo, posso scendere dalla mia vita."

Danny Boodman T.D. Lemon Novecento


Se non sai cos'è... allora è Jazz.

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"The world of Men will fall"

venerdì 5 settembre 2008

Lover's war




Non è sempre facile trovare le parole che vorresti.

Neppure per uno che ne dovrebbe sapere di eloquenza.
Sì.
A parole, appunto.
Ci sono volte in cui cominci a farfugliare qualcosa,
Sperando con disperazione che possa avere un senso.
Raramente ne ha.
Ti fermi.
Riprendi fiato.
Cerchi di non far intendere che stai crollando.
Vorresti davvero far capire che nulla ti può scalfire.
Che sei sicuro.
Audace, persino.
Facile.
Soprattutto quando invece sei ad un passo dal crollo.
Allora ti fai coraggio.
Riordini i pensieri.
O almeno ci provi.
Che ci vuole, in fondo?
Cosa starà pensando?
Grande riflessione!
Ma capisci subito come non abbia alcuna importanza,
Visto che non sei in grado di comprendere i TUOI, di pensieri.
Allora ti può capitar di diventare rosso.
O almeno un po'.
Ti fermi un'altra volta.
Oh, no...
Ed è a questo punto,
Che capisci di aver fallito quella sera.
Ormai sei stremato da te stesso,
Mentre aspetti solo che ti venga dato il colpo di grazia.
Il solito idiota.
Occasione d'oro.
E non sei stato neppure in grado di bofonchiare due parole.
Dai.
Facciamola finita.
Pensi sarebbe meglio ti salutasse
E soprattutto che se ne andasse.
Subito magari.
Già...
Però, a volte, quando meno te l'aspetti,
Succede qualcosa....
Eh sì..
Lei non ti sta salutando con imbarazzo.
E' un sorriso?
Decisamente..
E CHE sorriso..
Pensi che qualcosa non ti è chiaro.
Non preoccupartene.
Sei un imbecille.
Ma persino tu,
(Improvvisamente),
Riesci a capire.
E finalmente cogli,
Che grazie a quel poco che hai saputo essere,
Tu stasera avrai anche perso la TUA battaglia.
Grazie a quello che è lei, però,
Voi avete vinto la vostra guerra.



NB: questo post è dedicato a tutti coloro che non ci credono, non ci hanno mai creduto e probabilmente non ci crederanno mai. Non so se potrete trarne qualcosa. Dubito. Non credo di avere di questi poteri. Ma almeno provateci. E soprattutto ricordatevi che alla fine, nel profondo... ma nel profondo davvero... son cazzi vostri.



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"The world of Men will fall"

lunedì 1 settembre 2008

IL RITORNO

Tramonto dalla mia tana in Sardegna


Focalizzate l'immagine

Lasciate scorrere la musica

Relax, mode on

Nessun domani

Almeno, ancora per 7 infiniti minuti

Bentornati a casa



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"The world of Men will fall"

domenica 10 agosto 2008

Trasferta di lavoro (indovinate dove?)



wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"

mercoledì 25 giugno 2008

Wolf's Birthday!!





Che dire?

Due cifre in croce:

21 il giorno incriminato.
26 i concorrenti.
20 l'orario d'inizio.
04 l'orario del termine (gli sfortunati!).
14 le bottiglie aperte.
09 i cocktails incamerati.
04 i giri di ciupito.
02 bicchieri d'acqua (sto ancora cercando di capire chi per non invitarlo il prossimo anno).
06 i kg di merce commestibile ingurgitata.
06 coloro che hanno visto la fine della serata.
12 coloro che sono tornati a casa dopo le 23
08 coloro di cui da tre giorni non si hanno notizie.
....
......
Troppi gli anni compiuti.


Ringrazio tutti coloro che alla fine ce l'hanno fatta a presenziare all'imprescindibile evento!

Speciali sono peraltro i ringraziamenti per la Gnagna che ha così generosamente messo a disposizione la propria macchina fotografica.

Certo, se ne avesse fatta anche qualcuna in più...

Ad ogni modo, non essendovi prova documentale della loro presenza, ringrazio in ordine di apparizione:

Cristina;
Siria e consorte;
Federica (grazie per esserci stata... alla festa intendo).
La Gnagna;
Elisa;
Stefania;
Aeronik (un uomo che ha fatto della ruota la sua ragion d'essere);
Teone Sala;
Il Caste (un po' abbacchiato ma sempre prestigioso nei suoi silenzi)
Mio fratello e consorte;
Chiara V. e consorte;
Topolino (che stava bene!!);
Claudia (che stava bene pure lei!!);
.....
(MIRACOLO!!)
.....
Il Sava;
Tizi;
Ste;
Lucianino con signora;
La Chiaretta (incinta e sola a casa non ha voluto mancare... mio idolo!);
Roby & Enrica (con cui mi devo scusare);
Daniel (di passaggio ma sempre un piacere);

Il tutto oltre chiaramente all'uomo che ha reso possibile un compleanno devastante in piena Notte Bianca Lecchese: il grossissimo Andre del Sunflower, sul lungo Lario!!

Avrò dimenticato ancora qualcuno??

Beh! Come che sia, per tutti loro un applauso di (quasi) commozione (ovviamente cerebrale).

Per chi non ce l'ha fatta... N'DU CULU ATTIA EA TUTTA LA TUA FAMIGGHIA (cit. Cetto La Qualunque).

(Mai stato un tipo rancoroso).

Vi voglio bene un bel po' (cit. Pibe di Correggio).

PS: l'anno prossimo voglio provare a cambiare dinamica. Pensavo di fare a gara a chi si scaraventa nel Lago più velocemente con il maggior numero di bottiglie di rum legate al collo, nel mentre che limona la tipa più orrenda della festa (soggetto aimè assente nel caso di specie) cercando di declamare un passo dell'Eneide coi rutti.

Ma mi sembra sempre troppo facile.


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"The world of Men will fall"

sabato 14 giugno 2008

Avvocato... Che Passione (Episodio I)


Drinn… drinn..


Capo Supremo: pronto?

Lone Wolf: sì, buonasera capo, sono io. Son qui anche con F che è in conferenza.

CS: Ah! Ciao! Io son ancora in macchina. Ma voi che ci fate in Studio?? Son le 11 passate.

LW: abbiamo finito solo ora di preparare tutto per la grande trasferta. Partiamo domattina alle 6.

CS: ottimo, ottimo! Sempre “sul pezzo”… che dire allora?

LW: a questo punto ci accontenteremmo di un “in bocca al lupo”!

CS: faccio di meglio. Citazione: tornate sugli scudi o sotto di essi!

F: ………….. [mi guarda]

LW: ………Notte, capo.

CS: Notte ragazzi!


Drinn…. Drinn...


LW: Pronto?

CS: Ciao! Non mi avete più chiamato? Allora? Sopra gli scudi come sempre eh??

LW:……….

CS: Beh? Non dici nulla?

LW: Stavo solo pensando che da dove mi trovo lo scudo non lo vedo, ma credo di sentirlo bene.

CS: …………..

LW: …Notte, capo.

CS: Notte LW.




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"The world of Men will fall"

mercoledì 4 giugno 2008

RUINS




Berlino. Aprile 1945.

La città era ormai niente più di un campo di battaglia. Le piazze tramutate in trincee; le strade, sconvolte dai colpi dell'artiglieria russa, sono sommerse da nuvole di fumo in cui a malapena si intravedono figure di uomini. Pallide, lacere e disperate. Donne. Bambini.
La città adesso era anche affamata ed assetata. Non c'erano più viveri, mancava totalmente il pane. Da otto giorni era sospesa l'erogazione dell'acqua. La popolazione, che viveva ormai solo nelle cantine, pompava quella della Sprea, filtrandola.
Centoventi dei duecentoquarantotto ponti erano stati fatti saltare dai genieri tedeschi. Degli altri, quasi tutti erano già in mano sovietica. Quella che doveva diventare la capitale del Reich millenario e del mondo, non era ormai che una trappola senza uscite.
Come era stato per Stalingrad, era venuto anche per lui il momento di fuggire.
Non c'erano più vittime tali da valere la pena di correre quel rischio.
Gli umani sembravano perfettamente in grado di annichilirsi tra di loro.
Tribunali volanti delle SS giravano come ossessi in una notte che era ormai più chiara del giorno a causa degli incendi e dei bombardamenti.
Fucilavano o impiccavano chiunque venisse trovato per le strade.
Anziani.
Ragazzini.
Chiunque sembrasse anche solo lontanamente abile al fronte (che ormai era a soli quattro o cinquecento metri dalla Cancelleria) vi veniva avviato. Se non era in grado di muoversi, lo giustiziavano sul posto.
Molti anni dopo, in effetti, avrebbero stabilito che nella battaglia di Berlino morirono più tedeschi per mano nazista che russa. Circa 150.000, comunque.
Ma questo non mi importava, adesso.
Che Hitler ed i suoi maiali marcissero nel loro troglo a 30 metri sotto terra.
Io dovevo solo fuggire da quell'inferno.
Mi unii ad un gruppo di ufficiali di alto rango che mi scambiarono per un colonnello.
La divisa era stata la mia ultima preda, la notte precedente.
Contavano di raggiungere la Sprea e di attraversarla al ponte Wiedendammer dove uno degli ultimi reparti corazzati ancora operativi stava tentando di incunearsi nelle linee sovietiche. Al di là del fiume, lo Schleswig-Holstein. La Danimarca. Una speranza.
Giunti al ponte, ci infilammo nella scia dei panzer. Un certo Bormann (che pareva guidare il gruppetto) camminava dietro al carro di testa. Io lo seguivo a ruota.
Non vedevo neppure le bocche da fuoco sovietiche.
Ne sentivo soltanto il boato.
La torretta del Tiger si aprì di botto.
Il carrista era nero di fuliggine in viso.
«Fuggite, pazzi! Sono troppi!»
Altro boato.
Questa volta più vicino.
Un attimo dopo, il boccaporto della torretta vomitò una fiammata che in un lampo avvolse il carrista.
Urla strazianti.
Il carro al mio fianco che saltava in aria.
I resti di quello che era stato l'equipaggio del panzer, addosso a tutti noi.
Panico.
Bormann comincia ad urlare. E' pieno di sangue.
E non molto è suo.
Si lancia all'indietro.
La puntata è fallita.
Nessun carro sopravvissuto.
Il ponte non è che un cimitero.
I russi caricano alla baionetta.
A respingerli sono ragazzini e vecchi ottuagenari del Volkssturm, la milizia popolare.
E' un nuovo massacro.
Un paio di fucilieri della Guardia mi si parano davanti.
Sto cominciando ad irritarmi.
Il sole monterà presto.
Sono solo due ragazzi.
A Mosca o a Smolensk avranno certo una ragazza, un padre, una madre.
Fatti loro.
Un attimo dopo i loro brandelli si inabissano nella Sprea.
Ed io con loro.
I russi non controlleranno un fiume che è noto per non dar scampo a chiunque debba respirare per vivere.
Una via di fuga perfetta, dunque.
A questo pensiero puerile, riuscii persino ad abbozzare un sorriso.
E mentre mi lasciavo trascinare sottacqua dalla corrente, con un ultimo sguardo abbracciai le rovine della città che avevo tanto amato.
E che adesso, non esisteva più.
Sopra di lui, a migliaia di metri di quota, il marconista di uno YAK sovietico segnalava al Quartier Generale: «Ore 04:42. Su Berlino, cessato ogni segno di resistenza».


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"The world of Men will fall"

domenica 4 maggio 2008

GRRRRRRRR!!



"Il motivo della proungata assenza"




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"The world of Men will fall"

domenica 13 aprile 2008

ELECSCION DEI



Voi che dite?

Riusciranno davvero a rendere questo Paese,

Una vera Città del Paradiso?

E sennò?

Cos'altro?

In bocca al Lupo a tutti noi.

E che Casini ce la mandi
(almeno) BONA.

'Na volta tanto.

Mi accodo al silenzio stampa pre-elettorale.

Ave atque vale.




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"The world of Men will fall"

giovedì 3 aprile 2008

La Furia dentro (Parte V)




Qualche volta lo faceva di venire fin là, da SubCity.
Guardare la luna sprofondare nel mare.
O dentro sé stessa...

Non è che l'aspettasse.
Il traghetto non faceva neanche più servizio...
Ma non si poteva mai sapere.

A volte vedeva una barca al largo...
E qualcosa gli si muoveva dentro.
La speranza..
Forse.
In fondo, se al mondo esisteva ancora gente come lui,
Poteva succedere qualunque cosa...

Leggeva persino i giornali, adesso.
E non solo resoconti di
strani omicidi,
Utili, per rintracciare suoi "simili".
No.
Storie di cronaca.
Casi umani.
Dieci righe su quanto era successo ad un angolo di una strada di SubCity.
O due gemelli identici,
Che si reincontrano dopo trent'anni,
E scoprono di fumare la stessa marca di sigarette.
E di esser sposati tutti e due,
Con una Samantha.
Cose così.

Era venuto qualcuno dal Nord,
E gli aveva detto che quella famosa notte,
"Baby" aveva sbancato tutti.
Ora viveva nell'Ovesturia.
Con un nuovo soprannome.
O almeno sperava.

Era cominciato un nuovo secolo.
Le cose erano diverse.
Ora era in corso la loro, di rivoluzione.
La loro, di guerra.
Lui se la passava bene, in fondo.
Non aveva smesso di giocare.
Nè di vincere.
Sempre.

Ma non era più come prima...
Sempre più spesso,
Notte dopo notte,
Tornava nel suo rifugio,
E se ne rimaneva seduto,
Spalle al muro.
Fissando l'ingresso.

Si sa mai,
Chi sarebbe potuto entrare..
Chissà.
Qualcuno portato dal vento, forse..

Dopotutto...
Non dicevano che quella era la terra degli uragani..?



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"The world of Men will fall"

giovedì 20 marzo 2008

HELLBLAZER



E' un periodo in cui mi sento proprio così.

Perdonate le assenze di questo vecchio Lupo.

A volte ci si stanca, ad esser sempre sulla breccia.

Buona Pasqua a tutti voi, giovani (e meno giovani) predatori.



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"The world of Men will fall"

domenica 9 marzo 2008

METROPOLITAN MUSEUM


Metropolitana.

Milano.

Italia.

L’adoro.

C’è sempre un qualcosa di incredibile in un viaggio nell’underground milanese.

Certo, prima facie assomiglia al classico tran-tran quotidiano.

Espressione quasi onomatopeica con il rumore degli scambi quando il treno ci passa sopra a tutta birra.

Potrebbe addirittura sembrarne una metafora..

Forse.

O, come direbbe Uolter… “Forse… MA ANCHE no”.

In realtà è un posto incredibile, secondo me.

Il luogo chiuso, senza uscite immediate, rende un po’ tutti claustrofobici.

Impauriti di qualcosa che neppure loro riescono a definire.

Quindi più fragili.

Quindi più loro stessi.

E allora li vedi… chiusi nei loro pensieri.

Fantasie.

Sogni.

E angosce.

Leggono distrattamente (o fingono di leggere, ma sempre distrattamente) un libro.

O uno di quei micro-quotidiani che raccatti gratis agli ingressi.

Ascoltano infastiditi la fisarmonica od il violino dell’accattone di turno.

Squadrandolo male quando si avvicina col suo immancabile bicchierino di plastica.

Nessuno (o quasi) pensa mai a buttarci dentro una moneta.

Quale che sia.

Io di norma lo faccio.

Ma non perché sono più buono o sensibile di loro.

Anche in queste improbabili circostanze il mio egocentrismo emerge in tromba.

Visto che la mia unica motivazione è il pensiero “se un giorno capitasse a me di esser ridotto così, lo vorrei proprio uno stronzo che si guarda intorno con suo bel completo di Versace, ma che mi allunga un paio di EurI per mangiare un boccone”.

Chiusa parentesi sociologica.

(La riapro… vorrei esser al mare adesso).

Chiusa anche parentesi intimistica.

Tornando ai nostri metro-viaggiatori… sono lì.

In attesa.

Della loro fermata, certo.

Ma anche di qualcos'altro, secondo me.

Si sono presi (forzosamente) un minuto.

O dieci.

O trenta.

Dipende dal tragitto.

Dipende dalla vita.

Pensano.

Riflettono su quello che dovranno dire al loro capo, tra poco.

Ad una scusa per l’ennesimo ritardo in ufficio.

A come possono dire al loro amico di non poterlo aiutare,

Perché metterebbero troppo di loro stessi in gioco.

A come capire se la donna o l’uomo con cui stanno è quello giusto.

A come fare colpo su una ragazza bella come quella seduta affianco a loro.

Che sembra Anita Caprioli (la più bella attrice italiana del momento NdW),

Ma non è su un set.

E’ lì.

Non si pongono grosse domande esistenziali.

Solo piccoli frammenti di pensieri.

Ed a volte il nulla.

Che regna indisturbato negli occhi di alcuni di loro.

Ma, come che sia,… restano fermi.

Tutti fermi.

Anche quando il vagone è poco affollato.

Certo, si reggono.

O si siedono.

Cos'altro dovrebbero fare?

Ma il risultato finale, quando li osservi,

E’ che il lasso di tempo tra una fermata e l’altra,

Sembra la visita ad un museo.

Un museo delle cere.

Dove ciascuno è l’opera omnia di sé stesso.

Dove ciascuno può esser finalmente guardato per quello che è.

Chiaro.

Ammesso che a qualcuno possa interessare.

Ma se per caso, così fosse…

Affrettatevi!

La prossima fermata è quella dove anche voi, dovete scendere.




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"The world of Men will fall"

domenica 2 marzo 2008

MA CE LA SENTIAMO??




Ragazzi... Fino adesso abbiamo scherzato.
Lasciate un attimo perdere le campagne elettorali.
Guardate che quelli che bisognerà votare,
Sono veramente quelli lì sopra.

Ma siamo veramente seri a parlare di elezioni???
Con 'sto cast??
Ma ce la sentiamo?

......
......


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"The world of Men will fall"

lunedì 25 febbraio 2008

Il riposo del Guerriero (AI UANNA BI A BLOGSTAR)




Eccomi di ritorno su queste pagine. Finalmente (forse) dirà qualcuno. Aimè (certamente) dirà qualcun altro. Il tempo di pensare ad alcune scelte di vita non facili. Il tempo di deridere ancora una volta gli sciocchi. Il tempo di apprezzare i giusti. Il tempo di amare. Il tempo di concedersi una prima pausa dopo il martirio degli ultimi mesi. (In alto, una delle rare foto in cui sono venuto bene nel recente periodo di vacanza).
C'è tanto di cui parlare, in queste settimane.
Politica. Il ritorno del Nano.
Etica. Il ritorno del Grassone.
Morale. Nessun ritorno, come sempre.
Ma soprattutto, c'è tanto da fare.
Nuove decisioni da prendere.
Nuovi problemi da affrontare.
Nuovi premi di cui.... fare incetta!!
Debbo veramente scusarmi con coloro che mi hanno ritenuto degno delle menzioni di cui sotto. Sono stato veramente imperdonabile a rispondere con un simile ritardo. Me ne rendo conto. Ciò nondimeno, vorrete - io spero - accettare una foto fresca di giornata (dalla meravigliosa terra di Liguria) che vi dedico con il mio cuore nero per esser quello che siete e per scrivere come riuscite.

Cominciamo con Giulia che sin dal 28 gennaio, mi conferiva il premio You Make me a day Award colla seguente motivazione:
"Bah... mi intriga... sempre intellettualmente parlando".
Mmmmh... direi che è un inizio.

Per te, Giulia, le più belle ville di Sestri Levante.
In foto, certo.


Sempre per lo stesso premio vengo citato da Simona.
"Perchè è molto divertente.. e poi con lui sono in debito".
Tutto vero.
Ma anche qui, troppo onore.
Per lei, opterei per Monterosso...


Arriviamo quindi a Maria Rita, che mi ritiene degno niente meno che del prestigioso Premio 10 e Lode, colla seguente motivazione: "Per il suo esser sottile e pungente, ma anche tremendamente divertente".
E' quello che spero, Maria Rita.
Anche se è pur sempre vero che in più di una circostanza sono stato sottile come un paracarro, questo non vuol dire che smetterò di provarci.
Per te, il più bel mare di Riomaggiore:


Stesso discorso (e stesso premio) sin troppo gentilmente offertomi da Margy.
"Finto Figo, bello e tenebroso (sul bello non ci giurerei...ihihihi scherzo!!)"
A parte che DOVRESTI giurarci, cara, questa volta non posso proprio darti torto. ;)
Apprezza la Rocca di Corniglia.
Forse la più suggestiva delle 5 Terre:


Chiuderei con le Bolognocche, che nella sempre gradita persona di BdP, mi accreditano un ulteriore Make My Day Award colla seguente, articolatissima ed apprezzatissima motivazione:
"
Un amico-blogger di vecchia data, uno dei primissimi con cui abbiamo iniziato a ciacarare e a scambiare interessanti ma soprattutto intelligentissimi discorsi, in primis quelli nei rispettivi angolini :D (a proposito....ma dove siete finiti tu e il reggiano???). Il suo blog mi fa sentire bene xchè è allo stesso tempo divertente e rilassante: da una parte ci sono post spassosissimi come quelli della saga del FintoFigo (a quando il prossimo episodio?); dall'altra post più seri e riflessivi, ma cmq piacevoli... e poi mi piace quell'aura di mistero che lo avvolge: lo sfondo nero, i racconti sospesi, la playlist... e non dimentichiamo il suo "amico" oste che ci ospita sempre nella sua locanda e ci prepara ottimi cocktails e aperitivi! insomma, una serie di motivi più che validi x premiarlo, direi! :)".
Per le tue/vostre accorate parole meritate un qualcosina di più di un paesaggio.
Il panorama marino della Sala Da Pranzo del Lupo in questi tre giorni di meraviglia.
Perché un diamante sarà un diamante.
Ma un buon pasto (come quello che spero di poter fare con voi quanto prima) è davvero per sempre.


Sì. Mi rendo conto che adesso dovrei procedere alla nomina di ulteriori 10-20-30 persone per ogni premio, ma con il mio fare consuetamente Democristiano mi libero dell'incomodo dicendo (come molti fanno) che tutti-tutti-tutti voi che mi leggete, meritate premi altrettanto prestigiosi.
Mmmmmh...
Facciamo così.
Diciamo che ve lo auguro di cuore.
Io passerò da voi, comunque.
E per quel che vale.
Sempre vostro.



wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"

venerdì 8 febbraio 2008

E SE NON POTREBBIRISITI PIU' CHATTARE???

Preso da un mondo di questioni quando non desideravo altro che riposare un po' (dopo le recenti "Fatiche di Wolf"), mi concedo ancora del tempo per pensare a come risolvere i numerosi MEME pervenuti in queste settimane e - soprattutto - a come riassegnare le relative targhette premio (impresa sempre ardua, in verità).
Coloro che hanno avuto il buon cuore di premiarmi (già solo colla loro presenza in questo sito) si armino di ancora un po' di pazienza e ne approfittino, magari, per riflettere sullo spunto di cui al seguente, geniale, inarrivabile VIDEO!!!
Quanti di noi, sono già ridotti a questa maniera???!
Vi consiglio - in particolare - di soffermarvi sul momento in cui viene fatta sentire la voce del "rapito". ANTOLOGIA CINEMATOGRAFICA PURA.
Si ringrazia Nuvola, per l'ormai risalente spunto (che, però DOVEVA esser sfruttato) e si attende Prescia (assente, in questo momento), cui certo questo pezzo risveglierà grosssssse emozioni, al sol sentir parlare di personaggi del calibro di MARIANO STAVARRA o RUZZO SIMONE (solo alcuni degli attori veramente sopraffini di questo corto).

Buona serata a tutti...






wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"

domenica 3 febbraio 2008

La furia dentro (Parte IV)


Corri..
Più veloce.
Più veloce.
Dietro di te.
Respiro.
Affanno.
Urla.
Non ce l'hai fatta.
Hai fallito.
Forza che non possedevi.
La Bestia che ti ha tradito.
Loro che hanno pagato per te.
Più veloce.
Non ti fermare.
Non ti voltare indietro.
Non li guardare.
Non pensare.
Corri.
Tua moglie.
Sudore.
Tua figlia.
E' freddo.
Il loro viso.
Gridano ancora.
Vigliacco.
Invocano una pietà che non verrà mai.
Maledetto.
Tutto alle spalle.
Solo la tua vita.
Il tuo collo.
Il tuo sangue.
Adesso.
E' ancora dietro di te.
Qualcosa ti sfiora il braccio.
Vicino.
Un'ombra.
Incespica.
Rumore.
Si abbatte al suolo.
Speranza.
Corri.
Ancora un grido.
Straziante.
Illumina la notte.
Qualcosa g
orgoglia.
Non pensare.
Corri.
Corri.
Corri...


wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"