Prologue

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"Nemo me impune lacessit" E.A.Poe, The Cask of Amontillado

Benvenuti nella tana del Lupo: la Wolfschanze. Un luogo perso nella memoria stessa del tempo. Non abbiate timore. Esso non vorrà convincervi di nulla né nulla mostrarvi più di quanto già non conosciate. Solo, fornire a tutti i viandanti nuove lenti per osservare ciò che circonda ognuno di noi. Sia esso spaventoso, osceno, ironico o divertente, il Lupo non è che un Narratore. Storie di paura, orrori e sciocchezze. Metafore dei nostri patemi quotidiani.. O forse no...? Come che sia, entrate, giovani prede...il Lupo è qui ad attendere ciascuno di voi.

Lone Wolf

Lettori fissi

Ladies & Gentleman's: Your Soundtrack

giovedì 30 agosto 2007

Però!!! Periodo pieno eh??!

"Bestès ha origine da un Re".

Colla qui pubblicata rivisitazione del noto detto ciceroniano (che aveva peraltro fini di tutt'altro genere), vi informo della mia (ora vieppiù) evidente condizione di "collasso psico - socio - fisio - pedagogico, in uno con una forma di esasperazione schizofrenica mutuata dal costante utilizzo di codificazioni moderne a me ignote".
Insomma, sto studiando.
Dopo anni rimetto (finalmente?) il naso sui libri ed abbandono quell'aria da professionista consumato (e certamente improbabile) di cui nel corso dell'ultima fase della mia vita ho disperatamente provato ad ammantarmi.
Solo che è dura!! E parecchio!!
Invidio Mela e la sua consolidata abitudine di iper-secchione.
Poi guardo la sua foto su messenger.
E un po' ci ripenso.
(Scherzo, CICCIO!!!).
Debbo esser parecchio invecchiato (sono anche un po'canuto, in effetti..), visto che una volta mi sparavo tour de force di 14 ore di studio al giorno senza batter ciglio. Adesso, dopo un paio d'ore, quantomeno ci vuole un caffettino con annesso cazzeggio (pacifico!!).
E poi non posso trascurare nulla..
La mia famiglia, che adesso ha bisogno di me..
Il mio lavoro, con cui non posso perdere ogni contatto, pena il noto pugno di mosche..
Le mie relazioni, quelle di cui abbisogno..
Le mie relazioni, quelle di cui VOGLIO aver bisogno.
Studiarelavorareamarecurareridereconsolaregestirecapireriparare......
Vero che sono un Lupo.
Vero che discendo da Re.


..........Però sticazzi!!!


PS mi resta peraltro aperta una questione cosmica: ma che vuol dire "canuto"??!
Ma da dove li tiro fuori sti termini??!
Mah...'namo a studiare, và..


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martedì 28 agosto 2007

Legione (Parte I)

Stanchezza.
Dopo giorni passati a peregrinare di rifugio in rifugio, di città in città, sentivo ormai di non avere più risorse da spendere. Un profondo torpore mi avvolgeva ogni qualvolta mi si rendeva necessario fermarmi. Ero certa che, presto o tardi, uno di questi attacchi mi avrebbe immobilizzata definitivamente. Rendendomi la più facile delle prede.
Non avevo scelta. Dovevo proseguire.
L'ultima speranza, il rifugio di quello che secoli prima era stato il mio Creatore, si trovava a pochi isolati di distanza.
Il Magister. La mia guida per più di duecento anni.
Lui certo già sapeva del mio arrivo.
Poteva percepire l'Aura della sua Ancilla a chilometri di distanza.
E di certo, aveva già predisposto ogni cosa.
Forse, dovevo smettere di preoccuparmi di quanto era accaduto solo cinque notti prima.
Ma dimenticare l'orrore non era facile.
Tutti i miei simili.
Molti compagni di mille scorribande notturne.
Tutti annientati.
Erano arrivati in silenzio.
Sapendo tutto del Tempio.
Ogni anfratto.
Ogni nascondiglio.
Quando ci accorgemmo di quello che stava succedendo, la Morte stava già calando la sua falce su molti di noi.
L'Arbiter era talmente incredulo di fronte a quella scena apocalittica, che neppure si avvide dei due licantropi che gli si stavano avventando contro.
Fu fortunato.
La sua morte fu orrenda.
Ma veloce.
Per molti altri non andò così.
Nel fuggire, potevo ancora sentirne le urla miserevoli, nonostante fossi ormai quasi giunta al ciglio della statale.
Ed erano più di due chilometri.
Neppure io so come sia stato possibile eludere la cerchia di Lupi che aveva circondato il tempio.
Neppure io so perchè sono fuggita.
In qualsiasi altra circostanza non avrei esitato a gettarmi nella pugna, a dispensare morte a tutti coloro che mi si fossero parati davanti.
Ma questa volta, l'orrore di quella scena, l'assenza di ogni speranza di sopravvivenza, azzerò la mia lucidità.
Sventrai a mani nude i due Lupi ancora intenti a cibarsi dell'Arbiter.
Non fu per vendicarlo.
Solo perché ostruivano il cammino verso l'unico passaggio che poteva essere sfuggito a chi ci stava annientando.
E, incredibilmente, dove avevano fallito poteri ed arti affinate in cinque secoli di lotte, quella piccola botola, quel pertugio mai da alcuno utilizzato, riuscì a salvare la mia non vita.
Cinque notti sono trascorse.
Cinque notti di fuga solitaria.
Cinque notti a chiedermi una cosa sola.
Perché.
Sapevo che molti tra gli Anziani ci consideravano dei reietti. Un'aberrazione.
Ma anche che i nostri Magistri ci avevano sempre protetti avanti al Consiglio.
Eravamo un'incredibile opportunità.
E laddove l'intera Comunità Vampirica si fosse trovata in crisi, noi saremmo stati parte della soluzione.
Non del problema.
Una cinquantina di Vampyr con sangue di Lupo.
Un potere immenso.
Questo avevano sempre sostenuto i Magistri.
Quelli stessi che non più di cinque notti prima, avevano fatto penetrare un'orda di Lupini nel nostro Tempio.
Li stessi che ci avevano sacrificati.
Non aveva senso.
Lui avrebbe saputo cosa fare.
Sì.
Lui sì.
Io ero troppo stanca.
L'ombra del palazzo che gli faceva da rifugio.
Ce l'avevo fatta.
All'ingresso, stranamente, nessuno mi venne incontro.
A me, che ero considerata la Principessa di quelle stanze.
Avrei dovuto capire che qualcosa non andava.
Ma il Torpore si stava impossessando dei miei arti.
Avevo bisogno di nutrirmi.
E di riposare.
Aroma di Sangue.
Intenso e profumato.
Forse la paranoia si era impadronita di me.
Che il mio Progenitore avesse davvero apprestato tutto per il mio arrivo?
Mi avrebbe accolto.
Ascoltato.
Spiegato.
Presa da un'incontrollabile ebbrezza sanguinis, mi capicollai nel salone dei ricevimenti, quasi sfondando quella porta di vetro smerigliato.
Fu a quel punto che capii da dove provenisse quell'afrore di Sangue.
Fu lì che Lo vidi.

Era stato crocifisso sul muro opposto del salone.

La sua testa, ai piedi del corpo.

Gli occhi vitrei,

Quegli stessi occhi che avevano gelato il sangue nero di decine di demoni,

Parevano terrorizzati dalla vista di qualcosa.

Qualcosa che era arrivato prima di me.

Qualcosa che, a passi lenti, camminava sul ballatoio sopra il salone.

Come se mi aspettasse.
Intorno a me, rumore di zanne Lupine.
Già pregustanti il tetro banchetto.
Era davvero finita.
Le mie speranze, infrante ad un passo dalla meta.
Le mie forze, esaurite.
La fuga, insensata.
Ma c'era ancora qualcosa.

Qualcosa di cui io sola ero a conoscenza.

Qualcosa che loro non potevano sapere.

Qualcosa che mi spinse a sorridere innaturalmente,

Mentre, colla lama in pugno,

La ripetevo nella mia mente,
Avviandomi verso i passi sopra di me.

Non ero l'ultima.


Io non ero l'ultima.



Poco più in alto,

Anche quelle che non potevano più definirsi delle labbra,

Sorrisero...



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BE GASTONE PAPERONE

Proprio non riesco a comprendere l'antipatia spesso suscitata dal personaggio qui a fianco.

Secondo me è uno dei più spettacolari tra quelli della Dinastia dei Paperi.

E' nato fortunato.

Embè?

Non lo siamo un po' tutti, in fondo...?

Lo dico sempre.

E credo sia vero.

Anche quando le cose vanno male.

Persino quando tutto l'Impero,

Faticosamente edificato negli anni,


Sta per crollare.

Malmesso.

E sotto assedio da tutti i fronti,

Tutto ciò che accade

(e soprattutto il male),


Non potrebbe avere la sola utilità di condurci ad una nuova prospettiva?

Certo, forse anche a nuovi problemi.

Ma che a loro volta potrebbero rigenerarci.

Ed i
n qualcosa di meglio,

Io credo.

Dopotutto, "Un Re saggio, trova sempre il lato positivo di ogni circostanza".

Lode a Gastone, dunque.

Una volta tanto.

E (forse) solo per oggi.




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lunedì 27 agosto 2007

Infernal Affairs...


Ascolto Dark Side Of Time.. canzone praticamente sconosciuta di Eric Serra... secondo me splendida con questo suo accenno gotico-moderno....

Ascoltandola (davanti ad un terminale) mi sembra di essere dentro un racconto di Gibson.

L'ho inserita per far capire ad un'amica che il sito che mi aveva mostrato mi è piaciuto. E molto...

E' particolare. Ricco della personalità di chi l'ha scritto. E' descrittivo.. calzante... e molto, molto..... nero.

Ed è a questo punto che mi chiedo...

Quanti di noi hanno lati oscuri che temono di mostrare ad un mondo che prima contribuisce a crearli, ma poi rifiuta di conoscerli?

Non so neanche se il problema sia davvero del mondo (la famosa "società perbenista" nelle cui pieghe persino il Lupo si nasconde, seppur alla ricerca di prede), o se invece non sia di noi stessi.

Alla storia della società malvagia e oscurantista (nel suo esser conservatrice) ho sempre dato un peso assai relativo.

(Wilde teorizzava addirittura che nella società borghese niente più dell'estrosità e dell'eccesso portavano al successo...ma come è finito lui, beh.. lo si sa.. :P)

Chissà.. Forse una terribile (ed invincibile) miscellanea di entrambe le cose.

Forse dovremmo mostrare meglio e di più anche questi aspetti delle nostre passioni.

Non limitarli alla freddezza di uno schermo come quello che vedo in questo momento.

Ma forse nulla di tutto questo è reale.

Forse, al contrario, le persone si esprimono già completamente nella vita reale e trovano nella Rete solo un'occasione per farlo meglio.

Forse non sono che un vecchio Lupo rincoglionito che adora il proprio, di lato oscuro.

E che certo nulla può aver capito di quello degli altri.

Ma se così non fosse...

Allora questi spazi potrebbero esser l'emblema di qualcosa.

Qualcosa che vorremmo disperatamente esprimere al mondo.

Ma che non riusciamo o non possiamo,

Almeno non nella nostra (non) vita reale..


Non so, quindi, se essi possano dirsi un bene o un male, nella loro essenza.

Credo di essere molto più spaventato dalla possibilità che siano un male necessario...


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