Prologue

stemma.jpg
"Nemo me impune lacessit" E.A.Poe, The Cask of Amontillado

Benvenuti nella tana del Lupo: la Wolfschanze. Un luogo perso nella memoria stessa del tempo. Non abbiate timore. Esso non vorrà convincervi di nulla né nulla mostrarvi più di quanto già non conosciate. Solo, fornire a tutti i viandanti nuove lenti per osservare ciò che circonda ognuno di noi. Sia esso spaventoso, osceno, ironico o divertente, il Lupo non è che un Narratore. Storie di paura, orrori e sciocchezze. Metafore dei nostri patemi quotidiani.. O forse no...? Come che sia, entrate, giovani prede...il Lupo è qui ad attendere ciascuno di voi.

Lone Wolf

Lettori fissi

Ladies & Gentleman's: Your Soundtrack

martedì 3 marzo 2009

Let The Feast of Fools Begins





Lasciate che la Follia pervada le vostre menti.


Inebriatevene.

Pigiate sull'accelleratore mentre tornate a casa dopo il primo bacio.

E cantate mentre lo fate.

Una canzone a caso.

La più bella.

O la più stupida.

Non ha alcuna importanza, quando è "la più".

Scioccate le persone che avete intorno.

E subito dopo liberatevi di quelle che non v'apprezzano per questo.

Osate.

Sino al limite di ciò che riuscite ad immaginare

Dopo pentitevi, se volete.

Ma col sorriso del moccioso che lo rifarà alla prima occasione.

Pietà non sia richiesta.

Avrete tempo per mostrarvi umili.

Nè concessa.

Avrete tempo per mostrarvi caritatevoli.

E se invece non ne aveste,

Avrebbe davvero senso, sprecarlo così?

Abbiate molti amori.

Ma solo uno da ricordare nelle poesie della vostra mente.

Rispettateli tutti però.

Non potrete mai sapere se per qualcun'altro siete voi, quel ricordo.

Tradite, mentite e bevete.

Se è questo il vostro modo di colorare il grigio d'argento.

E non temete mai nulla.

Se non che la Follia, disgustata,

Alla fine v'abbandoni.




wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"

lunedì 9 febbraio 2009

STORIE DI NESSUNO (Parte II)





Alle volte lo faccio di venire sin qui da casa.

...Non è che l’aspetti.

Su questo terminal, l’aereo non fa neanche più servizio.

Ma non si sa mai...

A volte vedo qualcuno avvicinarsi, uscendo dalla porta,

E qualcosa mi si muove dentro.

La speranza.

Credo.

Dopo tutto.. se il Grande Fratello è arrivato alla nona edizione,

Significa che può succedere qualunque cosa.

....

Leggo persino i giornali adesso.

E non soltanto le vicende giudiziarie o i resoconti di guerra.

Storie di cronaca.

Casi umani.

Dieci righe su quanto è successo ad un angolo d’una strada di Palermo.

O due gemelli identici.

Che si incontrano dopo trent’anni

E scoprono di fumare la stessa marca di sigarette.

E di essere sposati tutti e due, con una Francesca.

Cose così.

.....

E’ venuto qualcuno dal sud e mi ha detto che quella sera Giovanni era riuscito a chiudere l’affare.

Adesso vive da qualche parte, in Francia.

E mi è arrivata una cartolina da Stefano.

Un paesaggio quasi polare.. che non conoscevo.

Il timbro, però, era della Norvegia.

Quindi immagino che sia rimasto ancora nel giro, dopotutto.

....

E’ cominciata una nuova epoca ormai.

La politica.

Il mondo.

Ogni cosa è diversa.

....

Io me la passo bene, in questo periodo.

…. Continuo a vincere.

...Ma non è più come prima.

Me ne sto seduto con le spalle al muro.

E fisso l’ingresso.

Non si sa mai chi potrebbe entrare.

Qualcuno portato dal vento…

In fondo..

Dicono che questo stia diventando il paese degli uragani.





wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"

sabato 17 gennaio 2009

Storie di nessuno (parte I)


Rientrò nella casa che erano ormai passate le due del mattino.

Una delle luci era ancora accesa.

Lo stava aspettando.

Chiudendosi la porta dietro le spalle cercò di non far scattare la serratura difettosa.

Forse stava già dormendo.

Forse non era il caso di svegliarla.

Non fece in tempo a terminare il pensiero.

Erano i suoi occhi, quelli che brillavano alla luce della piazza.

Aveva davvero dei begli occhi.

«Dove sei stato?» chiese lei.

Un attimo di incertezza «Non riuscivo a dormire… ho fatto una passeggiata» rispose.

«Nemmeno io… sono così... emozionata per domani»

«...Davvero?»

«Ma certo» rispose lei saltandogli al collo «Ma ci pensi? Io e te.. Parigi.. Dopo tutto questo.. non sarà un paradiso?»

«.. Già..»

La sua idea non stava funzionando.

Troppe cose gli tornavano alla mente contemporaneamente.

Ogni volta che la fissava era come se un’ondata spazzasse via ogni cosa.

Ma un attimo dopo, i pensieri tornavano alla carica.

Non aveva mai fatto tanto caso al potere che lei aveva di annullare qualsiasi sua preoccupazione.

Male.

«Ehi..! Ma va tutto bene? Sembri strano… come incantato…» disse lei sorridendo.

«No… mi sento come… se stessi aspettando qualcosa»

«Aspettavi me?» disse lei ridendo.

“Da una vita”, pensò lui.

Andava in visibilio quando glielo diceva.

Un attimo di pausa.

«........... E’ vivo» fu tutto quel riuscì a rispondere.

Lei si tirò indietro di un passo.

Per un attimo lo fissò come fosse un estraneo.

Fino a quello sguardo, lui non si rese neppure conto di quel che aveva detto.

«Cosa stai dicendo?» furono le sole parole di lei.

«L’ho trovato meno di dodici ore fa. Ha passato momenti davvero orrendi. Ma è vivo. E ti sta aspettando in quella che era casa vostra» rispose lui, ancora senza che alcuna di quelle parole fosse veramente voluta.

Lei era diventata pallida come un cencio.

Sembrava svuotata.

Una sola lacrima sembrava indecisa se fare capolino dai suoi occhi, trattenuta a stento per non so quale volontà.

Un altro passo indietro.

Gli scagliò addosso uno sguardo che sembrava il più dolce dei pugnali.

Incredula per ciò che aveva sentito afferrò la sua giacca.

Lo guardò solo un’altra volta, sulla soglia della porta.

Quasi stesse uscendo come se nulla fosse stato.

Poi se la richiuse alle spalle.

La serratura difettosa scattò un’altra volta.

Lui s'avvicinò alla finestra.

La vide correre lungo la strada che conduceva al centro.

Sapeva bene non l’avrebbe più rivista.

E ancora non riusciva a capire perché.

Certo.

C’erano le foto di loro due insieme.

Lui le aveva viste meno di un giorno prima.

Per caso.

Tra le cianfrusaglie di lei, una vecchia busta.

Due sguardi in un fotogramma.

Nulla più.

Poi l’aveva guardata mentre stava cucinando.

Lei se n’era accorta.

Gli aveva sorriso.

Stupendo.

Ma diverso.

Molto diverso.

Era stato quello il momento in cui aveva capito,

Che qualsiasi cosa avesse fatto,

Lei non l’avrebbe mai guardato come guardava lui.

E non c’era nulla che potesse cambiare questo fatto.

Nulla.

Così l’aveva trovato.

Era certo che si fosse salvato.

Solo che quegli incapaci non avevano capito dove cercare.

Ma del resto, quello era il suo, di lavoro.

Trovare quelli che non vogliono o non possono essere trovati.

Era sempre stato bravo in quello.

Assai meno nel resto, a quanto pareva.

Lei era scomparsa dietro all’isolato.

C’era una stazione di taxi, lì.

Sperò ne avrebbe preso uno.

Accostò la tenda.

Ormai non c’era rimasto molto da vedere.

E non solo fuori dalla finestra.

Certo, non pensava che quelle informazioni sarebbero state così costose.

Persino per lui.

Presto sarebbero arrivati.

In troppi.

Persino per lui.

Ed era così stanco…

Fece scattare di nuovo la serratura della porta.

Poi si avvicinò alla cassapanca e ne estrasse la pistola.

Doveva, finire così.

"È il destino di quelli che non hanno mai accettato di avere dei limiti".

La frase preferita del suo vecchio professore.

Sorrise, per un istante solo.

La serratura scattò di nuovo.



wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"

domenica 11 gennaio 2009

Sundown





Le incomprensioni sono così strane sarebbe meglio evitarle sempre
per non rischiare di aver ragione ché la ragione non sempre serve.
Domani invece devo ripartire mi aspetta un altro viaggio,
e sembrerà come senza fine ma guarderò il paesaggio...
Sono lontano e mi torni in mente t’immagino parlare con la gente...
Il mio pensiero vola verso te per raggiungere le immagini
scolpite ormai nella coscienza come indelebili emozioni che non posso più scordare
e il pensiero andrà a cercare tutte le volte che ti sentirò distante
tutte le volte che ti vorrei parlare per dirti ancora
che sei solo tu la cosa che per me è importante...
Che per me è importante...
Mi piace raccontarti sempre quello che mi succede,
le mie parole diventano nelle tue mani forme nuove colorate,
note profonde mai ascoltate di una musica sempre più dolce
o il suono di una sirena perduta e lontana.
Mi sembrerà di viaggiare io e te con la stessa valigia in due
dividendo tutto sempre. Normalmente....
Il mio pensiero vola verso te per raggiungere le immagini
scolpite ormai nella coscienza come indelebili emozioni che non posso più scordare
e il pensiero andrà a cercare tutte le volte che ti sentirò distante
tutte le volte che ti vorrei parlare per dirti ancora
che sei solo tu la cosa che per me è importante...
Che per me è importante...
e il mio pensiero ti verrà a cercare
tutte le volte che ti sentirò distante
tutte le volte che ti vorrei parlare per dirti ancora
che sei solo tu la cosa che per me è importante...
Che per me è importante...



wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"

venerdì 2 gennaio 2009

Buon Anno..



Giusto per farsi due risate.... Uno dei miei video preferiti.


wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"

mercoledì 24 dicembre 2008

Noël






Ed eccoci di nuovo qui.

Un altro Natale.

Altri doni.

Famiglia.

Amici.

Abbracci.

E' cambiato qualcosa dal precedente?

Beh... il Paese ha un nuovo governo.

Una nuova crisi.

Una nuova Miss Italia.

Un nuovo avvocato.

Nulla di rilevante, mi pare.

Salvo l'ultima, ovviamente.

Ogni tanto lo faccio di venire fin sotto quest'albero ad osservarne le luci.

Non è che mi aspetti qualcosa di particolare.

Ma non si sa mai...

In fondo, è sempre Natale, no?

Spero possiate avere le migliori Feste possibili, giovani prede...

Come dico sempre:

Ovunque, comunque e soprattutto con chiunque le vogliate trascorrere.

Ma se così non fosse..

Venite pure a trovare il Lupo.

Un bicchiere pieno per voi,

Lo troverete sempre.





wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"

giovedì 13 novembre 2008

Joker


E se un uomo si accorge di essere il buffone di sè stesso?
Irridente.
Selvaggio.
Cinico.
Malvagio a tratti.
Proteso a cercare di imitare un proprio io.
Dei tanti che possiede.
Peggio.
Un'immagine che ha creato di sè.
Ancora diversa da quella per tutti gli altri.
Ma altrettanto falsa.
Come fai a bluffare con te stesso?
E' uno specchio d'acqua senza riflesso.
Un demone innamorato della stessa anima che ha dannato.
Vaga senza un motivo che non sia lui.
Il mondo lo attraversa come la luce in un prisma.
Colorandone la pelle mentre impallidisce la sua.
Solo il buffone.
Progetta un futuro,
Che non gli interessa.
Se non per il numero di persone,
Che dovrà spianare per raggiungerlo.
E' davvero una sensazione incredibile quando ti osservi,
E scopri che non ti saresti mai voluto conoscere.
"Some people just want to watch the world burn..."
Non so come la vediate voi...



Ma a me 'sta cosa piace un sacco.



wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"

venerdì 31 ottobre 2008

Truth



"Tutta quella città... non si riusciva a vederne la fine...
La fine, per cortesia, si potrebbe vedere la fine?
Era tutto molto bello, su quella scaletta... e io ero grande con quel bel cappotto, facevo il mio figurone, e non avevo dubbi che sarei sceso, non c'era problema.
Non è quello che vidi che mi fermò, Max
È quello che non vidi.
Puoi capirlo? Quello che non vidi... In tutta quella sterminata città c'era tutto tranne la fine.
C'era tutto.
Ma non c'era una fine. Quello che non vidi è dove finiva tutto quello. La fine del mondo.
Tu pensa a un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu lo sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quegli 88 tasti la musica che puoi fare è infinita.
Questo a me piace. In questo posso vivere.
Ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai, e questa è la verità, che non finiscono mai... Quella tastiera è infinita.
Ma se quella tastiera è infinita allora su quella tastiera non c'è musica che puoi suonare. Ti sei seduto sul seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio.
Cristo, ma le vedevi le strade?
Anche soltanto le strade, ce n'erano a migliaia! Ma dimmelo, come fate voi laggiù a sceglierne una.
A scegliere una donna.
Una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire.
Tutto quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce, e quanto ce n'è.
Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell'enormità, solo a pensarla? A viverla...
Io ci sono nato su questa nave. E vedi, anche qui il mondo passava, ma non più di duemila persone per volta. E di desideri ce n'erano, ma non più di quelli che ci potevano stare su una nave, tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità su una tastiera che non era infinita.
Io ho imparato a vivere in questo modo.
La terra... è una nave troppo grande per me. È una donna troppo bella. È un viaggio troppo lungo. È un profumo troppo forte. È una musica che non so suonare.
Non scenderò dalla nave.
Al massimo, posso scendere dalla mia vita."

Danny Boodman T.D. Lemon Novecento


Se non sai cos'è... allora è Jazz.

wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"

venerdì 5 settembre 2008

Lover's war




Non è sempre facile trovare le parole che vorresti.

Neppure per uno che ne dovrebbe sapere di eloquenza.
Sì.
A parole, appunto.
Ci sono volte in cui cominci a farfugliare qualcosa,
Sperando con disperazione che possa avere un senso.
Raramente ne ha.
Ti fermi.
Riprendi fiato.
Cerchi di non far intendere che stai crollando.
Vorresti davvero far capire che nulla ti può scalfire.
Che sei sicuro.
Audace, persino.
Facile.
Soprattutto quando invece sei ad un passo dal crollo.
Allora ti fai coraggio.
Riordini i pensieri.
O almeno ci provi.
Che ci vuole, in fondo?
Cosa starà pensando?
Grande riflessione!
Ma capisci subito come non abbia alcuna importanza,
Visto che non sei in grado di comprendere i TUOI, di pensieri.
Allora ti può capitar di diventare rosso.
O almeno un po'.
Ti fermi un'altra volta.
Oh, no...
Ed è a questo punto,
Che capisci di aver fallito quella sera.
Ormai sei stremato da te stesso,
Mentre aspetti solo che ti venga dato il colpo di grazia.
Il solito idiota.
Occasione d'oro.
E non sei stato neppure in grado di bofonchiare due parole.
Dai.
Facciamola finita.
Pensi sarebbe meglio ti salutasse
E soprattutto che se ne andasse.
Subito magari.
Già...
Però, a volte, quando meno te l'aspetti,
Succede qualcosa....
Eh sì..
Lei non ti sta salutando con imbarazzo.
E' un sorriso?
Decisamente..
E CHE sorriso..
Pensi che qualcosa non ti è chiaro.
Non preoccupartene.
Sei un imbecille.
Ma persino tu,
(Improvvisamente),
Riesci a capire.
E finalmente cogli,
Che grazie a quel poco che hai saputo essere,
Tu stasera avrai anche perso la TUA battaglia.
Grazie a quello che è lei, però,
Voi avete vinto la vostra guerra.



NB: questo post è dedicato a tutti coloro che non ci credono, non ci hanno mai creduto e probabilmente non ci crederanno mai. Non so se potrete trarne qualcosa. Dubito. Non credo di avere di questi poteri. Ma almeno provateci. E soprattutto ricordatevi che alla fine, nel profondo... ma nel profondo davvero... son cazzi vostri.



wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"

lunedì 1 settembre 2008

IL RITORNO

Tramonto dalla mia tana in Sardegna


Focalizzate l'immagine

Lasciate scorrere la musica

Relax, mode on

Nessun domani

Almeno, ancora per 7 infiniti minuti

Bentornati a casa



wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"

domenica 10 agosto 2008

Trasferta di lavoro (indovinate dove?)



wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"

mercoledì 25 giugno 2008

Wolf's Birthday!!





Che dire?

Due cifre in croce:

21 il giorno incriminato.
26 i concorrenti.
20 l'orario d'inizio.
04 l'orario del termine (gli sfortunati!).
14 le bottiglie aperte.
09 i cocktails incamerati.
04 i giri di ciupito.
02 bicchieri d'acqua (sto ancora cercando di capire chi per non invitarlo il prossimo anno).
06 i kg di merce commestibile ingurgitata.
06 coloro che hanno visto la fine della serata.
12 coloro che sono tornati a casa dopo le 23
08 coloro di cui da tre giorni non si hanno notizie.
....
......
Troppi gli anni compiuti.


Ringrazio tutti coloro che alla fine ce l'hanno fatta a presenziare all'imprescindibile evento!

Speciali sono peraltro i ringraziamenti per la Gnagna che ha così generosamente messo a disposizione la propria macchina fotografica.

Certo, se ne avesse fatta anche qualcuna in più...

Ad ogni modo, non essendovi prova documentale della loro presenza, ringrazio in ordine di apparizione:

Cristina;
Siria e consorte;
Federica (grazie per esserci stata... alla festa intendo).
La Gnagna;
Elisa;
Stefania;
Aeronik (un uomo che ha fatto della ruota la sua ragion d'essere);
Teone Sala;
Il Caste (un po' abbacchiato ma sempre prestigioso nei suoi silenzi)
Mio fratello e consorte;
Chiara V. e consorte;
Topolino (che stava bene!!);
Claudia (che stava bene pure lei!!);
.....
(MIRACOLO!!)
.....
Il Sava;
Tizi;
Ste;
Lucianino con signora;
La Chiaretta (incinta e sola a casa non ha voluto mancare... mio idolo!);
Roby & Enrica (con cui mi devo scusare);
Daniel (di passaggio ma sempre un piacere);

Il tutto oltre chiaramente all'uomo che ha reso possibile un compleanno devastante in piena Notte Bianca Lecchese: il grossissimo Andre del Sunflower, sul lungo Lario!!

Avrò dimenticato ancora qualcuno??

Beh! Come che sia, per tutti loro un applauso di (quasi) commozione (ovviamente cerebrale).

Per chi non ce l'ha fatta... N'DU CULU ATTIA EA TUTTA LA TUA FAMIGGHIA (cit. Cetto La Qualunque).

(Mai stato un tipo rancoroso).

Vi voglio bene un bel po' (cit. Pibe di Correggio).

PS: l'anno prossimo voglio provare a cambiare dinamica. Pensavo di fare a gara a chi si scaraventa nel Lago più velocemente con il maggior numero di bottiglie di rum legate al collo, nel mentre che limona la tipa più orrenda della festa (soggetto aimè assente nel caso di specie) cercando di declamare un passo dell'Eneide coi rutti.

Ma mi sembra sempre troppo facile.


wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"

sabato 14 giugno 2008

Avvocato... Che Passione (Episodio I)


Drinn… drinn..


Capo Supremo: pronto?

Lone Wolf: sì, buonasera capo, sono io. Son qui anche con F che è in conferenza.

CS: Ah! Ciao! Io son ancora in macchina. Ma voi che ci fate in Studio?? Son le 11 passate.

LW: abbiamo finito solo ora di preparare tutto per la grande trasferta. Partiamo domattina alle 6.

CS: ottimo, ottimo! Sempre “sul pezzo”… che dire allora?

LW: a questo punto ci accontenteremmo di un “in bocca al lupo”!

CS: faccio di meglio. Citazione: tornate sugli scudi o sotto di essi!

F: ………….. [mi guarda]

LW: ………Notte, capo.

CS: Notte ragazzi!


Drinn…. Drinn...


LW: Pronto?

CS: Ciao! Non mi avete più chiamato? Allora? Sopra gli scudi come sempre eh??

LW:……….

CS: Beh? Non dici nulla?

LW: Stavo solo pensando che da dove mi trovo lo scudo non lo vedo, ma credo di sentirlo bene.

CS: …………..

LW: …Notte, capo.

CS: Notte LW.




wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"

mercoledì 4 giugno 2008

RUINS




Berlino. Aprile 1945.

La città era ormai niente più di un campo di battaglia. Le piazze tramutate in trincee; le strade, sconvolte dai colpi dell'artiglieria russa, sono sommerse da nuvole di fumo in cui a malapena si intravedono figure di uomini. Pallide, lacere e disperate. Donne. Bambini.
La città adesso era anche affamata ed assetata. Non c'erano più viveri, mancava totalmente il pane. Da otto giorni era sospesa l'erogazione dell'acqua. La popolazione, che viveva ormai solo nelle cantine, pompava quella della Sprea, filtrandola.
Centoventi dei duecentoquarantotto ponti erano stati fatti saltare dai genieri tedeschi. Degli altri, quasi tutti erano già in mano sovietica. Quella che doveva diventare la capitale del Reich millenario e del mondo, non era ormai che una trappola senza uscite.
Come era stato per Stalingrad, era venuto anche per lui il momento di fuggire.
Non c'erano più vittime tali da valere la pena di correre quel rischio.
Gli umani sembravano perfettamente in grado di annichilirsi tra di loro.
Tribunali volanti delle SS giravano come ossessi in una notte che era ormai più chiara del giorno a causa degli incendi e dei bombardamenti.
Fucilavano o impiccavano chiunque venisse trovato per le strade.
Anziani.
Ragazzini.
Chiunque sembrasse anche solo lontanamente abile al fronte (che ormai era a soli quattro o cinquecento metri dalla Cancelleria) vi veniva avviato. Se non era in grado di muoversi, lo giustiziavano sul posto.
Molti anni dopo, in effetti, avrebbero stabilito che nella battaglia di Berlino morirono più tedeschi per mano nazista che russa. Circa 150.000, comunque.
Ma questo non mi importava, adesso.
Che Hitler ed i suoi maiali marcissero nel loro troglo a 30 metri sotto terra.
Io dovevo solo fuggire da quell'inferno.
Mi unii ad un gruppo di ufficiali di alto rango che mi scambiarono per un colonnello.
La divisa era stata la mia ultima preda, la notte precedente.
Contavano di raggiungere la Sprea e di attraversarla al ponte Wiedendammer dove uno degli ultimi reparti corazzati ancora operativi stava tentando di incunearsi nelle linee sovietiche. Al di là del fiume, lo Schleswig-Holstein. La Danimarca. Una speranza.
Giunti al ponte, ci infilammo nella scia dei panzer. Un certo Bormann (che pareva guidare il gruppetto) camminava dietro al carro di testa. Io lo seguivo a ruota.
Non vedevo neppure le bocche da fuoco sovietiche.
Ne sentivo soltanto il boato.
La torretta del Tiger si aprì di botto.
Il carrista era nero di fuliggine in viso.
«Fuggite, pazzi! Sono troppi!»
Altro boato.
Questa volta più vicino.
Un attimo dopo, il boccaporto della torretta vomitò una fiammata che in un lampo avvolse il carrista.
Urla strazianti.
Il carro al mio fianco che saltava in aria.
I resti di quello che era stato l'equipaggio del panzer, addosso a tutti noi.
Panico.
Bormann comincia ad urlare. E' pieno di sangue.
E non molto è suo.
Si lancia all'indietro.
La puntata è fallita.
Nessun carro sopravvissuto.
Il ponte non è che un cimitero.
I russi caricano alla baionetta.
A respingerli sono ragazzini e vecchi ottuagenari del Volkssturm, la milizia popolare.
E' un nuovo massacro.
Un paio di fucilieri della Guardia mi si parano davanti.
Sto cominciando ad irritarmi.
Il sole monterà presto.
Sono solo due ragazzi.
A Mosca o a Smolensk avranno certo una ragazza, un padre, una madre.
Fatti loro.
Un attimo dopo i loro brandelli si inabissano nella Sprea.
Ed io con loro.
I russi non controlleranno un fiume che è noto per non dar scampo a chiunque debba respirare per vivere.
Una via di fuga perfetta, dunque.
A questo pensiero puerile, riuscii persino ad abbozzare un sorriso.
E mentre mi lasciavo trascinare sottacqua dalla corrente, con un ultimo sguardo abbracciai le rovine della città che avevo tanto amato.
E che adesso, non esisteva più.
Sopra di lui, a migliaia di metri di quota, il marconista di uno YAK sovietico segnalava al Quartier Generale: «Ore 04:42. Su Berlino, cessato ogni segno di resistenza».


wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"

domenica 4 maggio 2008

GRRRRRRRR!!



"Il motivo della proungata assenza"




wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"

domenica 13 aprile 2008

ELECSCION DEI



Voi che dite?

Riusciranno davvero a rendere questo Paese,

Una vera Città del Paradiso?

E sennò?

Cos'altro?

In bocca al Lupo a tutti noi.

E che Casini ce la mandi
(almeno) BONA.

'Na volta tanto.

Mi accodo al silenzio stampa pre-elettorale.

Ave atque vale.




wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"

giovedì 3 aprile 2008

La Furia dentro (Parte V)




Qualche volta lo faceva di venire fin là, da SubCity.
Guardare la luna sprofondare nel mare.
O dentro sé stessa...

Non è che l'aspettasse.
Il traghetto non faceva neanche più servizio...
Ma non si poteva mai sapere.

A volte vedeva una barca al largo...
E qualcosa gli si muoveva dentro.
La speranza..
Forse.
In fondo, se al mondo esisteva ancora gente come lui,
Poteva succedere qualunque cosa...

Leggeva persino i giornali, adesso.
E non solo resoconti di
strani omicidi,
Utili, per rintracciare suoi "simili".
No.
Storie di cronaca.
Casi umani.
Dieci righe su quanto era successo ad un angolo di una strada di SubCity.
O due gemelli identici,
Che si reincontrano dopo trent'anni,
E scoprono di fumare la stessa marca di sigarette.
E di esser sposati tutti e due,
Con una Samantha.
Cose così.

Era venuto qualcuno dal Nord,
E gli aveva detto che quella famosa notte,
"Baby" aveva sbancato tutti.
Ora viveva nell'Ovesturia.
Con un nuovo soprannome.
O almeno sperava.

Era cominciato un nuovo secolo.
Le cose erano diverse.
Ora era in corso la loro, di rivoluzione.
La loro, di guerra.
Lui se la passava bene, in fondo.
Non aveva smesso di giocare.
Nè di vincere.
Sempre.

Ma non era più come prima...
Sempre più spesso,
Notte dopo notte,
Tornava nel suo rifugio,
E se ne rimaneva seduto,
Spalle al muro.
Fissando l'ingresso.

Si sa mai,
Chi sarebbe potuto entrare..
Chissà.
Qualcuno portato dal vento, forse..

Dopotutto...
Non dicevano che quella era la terra degli uragani..?



wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"

giovedì 20 marzo 2008

HELLBLAZER



E' un periodo in cui mi sento proprio così.

Perdonate le assenze di questo vecchio Lupo.

A volte ci si stanca, ad esser sempre sulla breccia.

Buona Pasqua a tutti voi, giovani (e meno giovani) predatori.



wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"

domenica 9 marzo 2008

METROPOLITAN MUSEUM


Metropolitana.

Milano.

Italia.

L’adoro.

C’è sempre un qualcosa di incredibile in un viaggio nell’underground milanese.

Certo, prima facie assomiglia al classico tran-tran quotidiano.

Espressione quasi onomatopeica con il rumore degli scambi quando il treno ci passa sopra a tutta birra.

Potrebbe addirittura sembrarne una metafora..

Forse.

O, come direbbe Uolter… “Forse… MA ANCHE no”.

In realtà è un posto incredibile, secondo me.

Il luogo chiuso, senza uscite immediate, rende un po’ tutti claustrofobici.

Impauriti di qualcosa che neppure loro riescono a definire.

Quindi più fragili.

Quindi più loro stessi.

E allora li vedi… chiusi nei loro pensieri.

Fantasie.

Sogni.

E angosce.

Leggono distrattamente (o fingono di leggere, ma sempre distrattamente) un libro.

O uno di quei micro-quotidiani che raccatti gratis agli ingressi.

Ascoltano infastiditi la fisarmonica od il violino dell’accattone di turno.

Squadrandolo male quando si avvicina col suo immancabile bicchierino di plastica.

Nessuno (o quasi) pensa mai a buttarci dentro una moneta.

Quale che sia.

Io di norma lo faccio.

Ma non perché sono più buono o sensibile di loro.

Anche in queste improbabili circostanze il mio egocentrismo emerge in tromba.

Visto che la mia unica motivazione è il pensiero “se un giorno capitasse a me di esser ridotto così, lo vorrei proprio uno stronzo che si guarda intorno con suo bel completo di Versace, ma che mi allunga un paio di EurI per mangiare un boccone”.

Chiusa parentesi sociologica.

(La riapro… vorrei esser al mare adesso).

Chiusa anche parentesi intimistica.

Tornando ai nostri metro-viaggiatori… sono lì.

In attesa.

Della loro fermata, certo.

Ma anche di qualcos'altro, secondo me.

Si sono presi (forzosamente) un minuto.

O dieci.

O trenta.

Dipende dal tragitto.

Dipende dalla vita.

Pensano.

Riflettono su quello che dovranno dire al loro capo, tra poco.

Ad una scusa per l’ennesimo ritardo in ufficio.

A come possono dire al loro amico di non poterlo aiutare,

Perché metterebbero troppo di loro stessi in gioco.

A come capire se la donna o l’uomo con cui stanno è quello giusto.

A come fare colpo su una ragazza bella come quella seduta affianco a loro.

Che sembra Anita Caprioli (la più bella attrice italiana del momento NdW),

Ma non è su un set.

E’ lì.

Non si pongono grosse domande esistenziali.

Solo piccoli frammenti di pensieri.

Ed a volte il nulla.

Che regna indisturbato negli occhi di alcuni di loro.

Ma, come che sia,… restano fermi.

Tutti fermi.

Anche quando il vagone è poco affollato.

Certo, si reggono.

O si siedono.

Cos'altro dovrebbero fare?

Ma il risultato finale, quando li osservi,

E’ che il lasso di tempo tra una fermata e l’altra,

Sembra la visita ad un museo.

Un museo delle cere.

Dove ciascuno è l’opera omnia di sé stesso.

Dove ciascuno può esser finalmente guardato per quello che è.

Chiaro.

Ammesso che a qualcuno possa interessare.

Ma se per caso, così fosse…

Affrettatevi!

La prossima fermata è quella dove anche voi, dovete scendere.




wolf.jpg Lone Wolf

"The world of Men will fall"