"Allora? Come ti trovi nella nuova sistemazione?"
"Ancora non saprei dirti... è tutto così... strano.."
"Che intendi con STRANO?? Sei in uno dei migliori quartieri della città, puoi spostarti quando vuoi ed in tutta comodità... Che altro vuoi??.. L'avessi avuta io la tua fortuna, invece di finire nel buco dove mi hanno spedito.."
"Lo so... hai ragione... credo soltanto di doverci ancora fare l'abitubine"
"Mah... chi ti capisce è bravo. Comunque. Parliamo di cose serie: ti trovo deperito rispetto all'ultima volta che ci siamo visti.. Non è che hai smesso di mangiare per caso?"
"Anche quello, in effetti... è che mangiare sempre fuori sta cominciando a stomacarmi.. Lo sai com'è... non si sa mai cosa trovi in giro. E come a casa propria non si mangia da nessuna parte.. E' la solita vecchia storia"
"Non starai pensando di ritornare a casa? Lo sai che è meglio di no, dopo quello che è capitato a tua moglie.."
"Lo so... Mi manca terribilmente..."
"Lo posso immaginare. Non l'ho mai conosciuta, ma doveva essere una davvero speciale..."
"Oh.. Molto più di questo... Bella.. e dolce... e tenera... pelle come miele.. "
"Grazie al Cielo che i bambini hanno preso da lei, allora".
"Beh.. Certamente meglio che se avessero preso da ME..."
"..............."
"E' ora?"
"Sì.. Devo andare... Tu che fai?"
"Ciondolo ancora un po' qui... Mi piace questo posto a quest'ora... E chissà che non decida di fermarmici anche per cena.."
"Giurami che non tornerai a casa, però... Sai anche tu che non è ancora il momento... Lascia i bimbi un po' in pace. Dopo quello che hanno passato e con tutto il caos che è successo..."
"Stai tranquillo. Sono con la loro zia, adesso. Staranno bene. Quanto a me, anche se non riesco a smettere di pensarci.. me ne starò ben lontano, non temere.."
"Mi raccomando, allora... Domani, stessa ora?"
"Andata..."
Lo guardò uscire dal locale.
Decise di attendere ancora qualche minuto, prima di fare altrettanto.
Era affamato.
Molto.
Troppo, forse.
Chissà se gli aveva creduto, sulla storia del cibo.
Erano ormai 72 ore che non mangiava..
Le sue cenette serali, sempre in luoghi diversi, non lo saziavano che di voltastomaco.
Il sapore del cibo, in periferia, era disgustoso.
Chissà se gli aveva creduto, sulla questione della cena a casa...
Un altro pasto solitario in qualche bettola della SubCity?
Non ci pensava neanche.
Stasera avrebbe cenato a casa.
Oh, sì..
Quella sera, la sorella di sua moglie lo avrebbe accolto a braccia aperte.
Una smorfia più vicina ad un ghigno che ad un sorriso, gli illuminò il volto.
Due denti come lame, ne fecero capolino.
Chissà...
Mentre si avviava in macchina verso il centro,
Sperò che la tenerezza,
La dolcezza,
Il miele,
Fossero doti di famiglia.
Il cielo,
Sopra SubCity,
Cominciò a piangere.
"Ancora non saprei dirti... è tutto così... strano.."
"Che intendi con STRANO?? Sei in uno dei migliori quartieri della città, puoi spostarti quando vuoi ed in tutta comodità... Che altro vuoi??.. L'avessi avuta io la tua fortuna, invece di finire nel buco dove mi hanno spedito.."
"Lo so... hai ragione... credo soltanto di doverci ancora fare l'abitubine"
"Mah... chi ti capisce è bravo. Comunque. Parliamo di cose serie: ti trovo deperito rispetto all'ultima volta che ci siamo visti.. Non è che hai smesso di mangiare per caso?"
"Anche quello, in effetti... è che mangiare sempre fuori sta cominciando a stomacarmi.. Lo sai com'è... non si sa mai cosa trovi in giro. E come a casa propria non si mangia da nessuna parte.. E' la solita vecchia storia"
"Non starai pensando di ritornare a casa? Lo sai che è meglio di no, dopo quello che è capitato a tua moglie.."
"Lo so... Mi manca terribilmente..."
"Lo posso immaginare. Non l'ho mai conosciuta, ma doveva essere una davvero speciale..."
"Oh.. Molto più di questo... Bella.. e dolce... e tenera... pelle come miele.. "
"Grazie al Cielo che i bambini hanno preso da lei, allora".
"Beh.. Certamente meglio che se avessero preso da ME..."
"..............."
"E' ora?"
"Sì.. Devo andare... Tu che fai?"
"Ciondolo ancora un po' qui... Mi piace questo posto a quest'ora... E chissà che non decida di fermarmici anche per cena.."
"Giurami che non tornerai a casa, però... Sai anche tu che non è ancora il momento... Lascia i bimbi un po' in pace. Dopo quello che hanno passato e con tutto il caos che è successo..."
"Stai tranquillo. Sono con la loro zia, adesso. Staranno bene. Quanto a me, anche se non riesco a smettere di pensarci.. me ne starò ben lontano, non temere.."
"Mi raccomando, allora... Domani, stessa ora?"
"Andata..."
Lo guardò uscire dal locale.
Decise di attendere ancora qualche minuto, prima di fare altrettanto.
Era affamato.
Molto.
Troppo, forse.
Chissà se gli aveva creduto, sulla storia del cibo.
Erano ormai 72 ore che non mangiava..
Le sue cenette serali, sempre in luoghi diversi, non lo saziavano che di voltastomaco.
Il sapore del cibo, in periferia, era disgustoso.
Chissà se gli aveva creduto, sulla questione della cena a casa...
Un altro pasto solitario in qualche bettola della SubCity?
Non ci pensava neanche.
Stasera avrebbe cenato a casa.
Oh, sì..
Quella sera, la sorella di sua moglie lo avrebbe accolto a braccia aperte.
Una smorfia più vicina ad un ghigno che ad un sorriso, gli illuminò il volto.
Due denti come lame, ne fecero capolino.
Chissà...
Mentre si avviava in macchina verso il centro,
Sperò che la tenerezza,
La dolcezza,
Il miele,
Fossero doti di famiglia.
Il cielo,
Sopra SubCity,
Cominciò a piangere.




















